Lo spazio del Direttore
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Editoriale Bioblitz

Stanchi, sporchi e felici; così ci sentiamo dopo il bioblitz di Collepardo.
Stanchi perché sono stati due giorni di lavoro intenso, con attività che si sono protratte fino a tarda notte, come per esempio il monitoraggio delle falene e dei pipistrelli nella Selva d'Ecio; ma anche perché l'organizzazione e la gestione delle attività sono state molto complesse.
Sporchi, perché i naturalisti sono persone abituate a mettere le mani in pasta, anzi, per essere precisi, in terra, tra i sassi, nel fango e così via.
Felici per moltissimi motivi. Ne elencherò soltanto alcuni.
Perché abbiamo vissuto due giorni a contatto con la splendida natura dei Monti Ernici, un territorio che vede una importante presenza di avifauna (non a caso è anche una Zona di Protezione Speciale), ma anche di moltissimi altri animali, non ultimo l'Orso marsicano, di tante specie di piante, di funghi, di licheni e di importantissime emergenze geologiche, come la Grotta di Collepardo, che abbiamo avuto modo di visitare più volte.
Perché grazie al bioblitz abbiamo potuto dare a questo territorio, in cui il dibattito sulla tutela della natura è molto acceso, un importante segnale di attenzione da parte della Regione Lazio.
Perché è stata un'occasione per incontrare tanti naturalisti, dagli specialisti più affermati alle nuove leve.
Perché abbiamo lavorato insieme a importanti associazioni molto radicate sul territorio e a decine di volontari, che hanno dato un contributo fondamentale alla riuscita della manifestazione.
Perché al bioblitz hanno partecipato anche centinaia di cittadini, dai bambini agli ex bambini che contano i loro anni in "anta" da molto tempo, ma che hanno conservato l'entusiasmo, la passione e la voglia di scoprire dei bambini.
Perché abbiamo raccolto una grandissima quantità di dati di monitoraggio naturalistico, attualmente in fase di elaborazione, ma tra i quali, possiamo anticiparlo, non mancano segnalazioni estremamente interessanti; dati che contribuiranno ad arricchire il quadro conoscitivo indispensabile per le attività di pianificazione ambientale e di tutela e gestione del patrimonio naturalistico del Lazio. In quanto, non dimentichiamolo, i bioblitz sono iniziative di ricerca vera e propria, oltre che eventi di coinvolgimento, di sensibilizzazione, di educazione e di festa.
Per tutti questi motivi di soddisfazione voglio ringraziare, anche personalmente, coloro che hanno contribuito: il personale dell'ARP e delle aree protette coinvolte, i ricercatori e gli altri collaboratori esterni, volontari e non, tutti gli organismi che hanno aderito a vario titolo e per concludere il pubblico. A tutti diamo appuntamento al prossimo bioblitz, in autunno.

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Un pensiero per Fabrizio Giucca

Non si dovrebbero mai utilizzare mezzi e strumenti della pubblica amministrazione per esprimere i propri sentimenti personali, ma qualche volta non se ne può fare a meno.

Nei giorni scorsi abbiamo dato il nostro ultimo saluto a Fabrizio, un nostro collega e amico, compagno nella vita di Laura, anche lei nostra collega e amica.

Voglio approfittare di questo "Spazio del direttore", nel sito istituzionale dell'Agenzia per ricordare Fabrizio, appassionato e bravo sia quando ha svolto la funzione di guardiaparco sia nella sua più recente veste di tecnico naturalista, e per mandare un grande abbraccio a Laura, anche da parte – ne sono sicuro – di tutti i colleghi.

La competenza e la passione di Fabrizio mancheranno molto al Parco dei Monti Lucretili, dove prestava servizio, ma anche ai progetti di monitoraggio naturalistico su scala regionale in cui Fabrizio era impegnato insieme a tanti di noi.

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Ogni anno si apre con tanti buoni propositi e tante speranze.

Questo 2014 non fa eccezione, almeno per noi del mondo delle aree protette del Lazio. È un anno importante in cui ci aspettiamo di poter ricominciare a lavorare con impegno su molti fronti che da qualche anno erano stati un pò dimenticati. È un anno in cui il bilancio regionale, approvato nei giorni scorsi, vede finalmente un'inversione di tendenza, con maggiori risorse per le aree protette e per l'ARP. È l'anno in cui probabilmente vedrà la luce la nuova legge su conservazione della natura (biodiversità e geodiversità) e aree protette, in cui saranno messe in campo con vigore azioni di conservazione sull'orso marsicano, in cui potranno essere approvate tutte le Zone Speciali di Conservazione, ecc.

È l'anno, soprattutto, in cui ricominceremo a lavorare insieme per programmare il futuro, come al solito cercando di garantire il massimo coinvolgimento e la massima partecipazione. Proprio alla fine del 2013, infatti, abbiamo elaborato una articolata proposta programmatica (richiestaci dalla Giunta regionale) che nei prossimi mesi, dopo le valutazioni dell'assessore Refrigeri, potremo discutere e magari lanciare nel corso della terza conferenza regionale delle aree protette.

Questo 2014, però, si apre anche con una bellissima notizia, sicuramente di buon auspicio: il salvataggio, nel Parco Regionale dei Monti Simbruini, di due bambini che si erano perduti e per i quali eravamo tutti in grande apprensione; una operazione al cui successo hanno contribuito in modo determinante alcuni nostri colleghi, i guardiaparco Francesco Iacoella, Alessio Giudici e Federico Checchi.
Li ho voluti nominare uno per uno, per ringraziarli in modo specifico, ma credo che ciò che hanno fatto abbia un significato più generale; dimostra infatti quanto sia importante la conoscenza dei territori dei nostri guardiaparco (di cui il sistema della protezione civile regionale non può e non deve fare a meno) e quanto siano alti l'impegno, la professionalità e le capacità che il nostro personale mette in campo ogni giorno, anche quando "non si va a finire sui giornali".
Quindi a tutti i dipendenti dell'Agenzia Regionale per i Parchi, delle aree protette e delle altre strutture regionali che si occupano di conservazione della natura e di aree protette invio con questo breve messaggio i miei più sinceri ringraziamenti insieme ai migliori auguri di buon 2014.

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Purtroppo nei nostri parchi si spara ancora

Sono giorni strani per le aree protette e la conservazione della natura, nel Lazio. Sono giorni strani per noi.

C'è stata, finalmente, una conferenza nazionale, ufficiale, su biodiversità, aree protette e green economy, a cui tanti di noi hanno partecipato. Sta per essere discussa e (ne sono sicuro) approvata dalla Giunta Regionale una deliberazione fondamentale per la tutela dell'Orso marsicano, un animale simbolo, la cui sorte interessa tanto il nostro pensiero razionale quanto la nostra emotività. È in discussione per il 2014 un bilancio regionale che per la prima volta negli ultimi anni aumenta le risorse destinate alle aree protette.

Sono notizie ed eventi che ci incoraggiano e ci fanno gioire. Ma nello stesso tempo ci arriva la notizia di un fatto che ci sconvolge, ci preoccupa, ci fa male: nei nostri parchi si spara, non solo a degli animali da cacciare (cosa già grave), ma addirittura verso guardiaparco e naturalisti in servizio (è successo al Parco del Treja), con un evidente atto intimidatorio, un atto vile, grave, di cui sono responsabili uomini vili.
Cosa dire, come commentare... Innanzitutto va urlato un messaggio di sdegno e va dato un forte segno di solidarietà ai colleghi che sono stati coinvolti in questo episodio e a tutti gli altri colleghi che ogni giorno, in ogni area protetta, corrono rischi simili. Poi, però, bisogna registrare una nota positiva; siamo contenti che sia l'assessore Refrigeri che il presidente Zingaretti abbiano voluto immediatamente far sentire la propria voce per condannare questo gesto scellerato. Perché in questi casi occorre una risposta ferma e chiara da parte delle istituzioni; perché a farlo sono stati i vertici istituzionali della Regione Lazio; perché, infine, queste risposte servono anche a non far sentire sole le nostre aree protette, i loro amministratori, i loro dipendenti, che nella sfida per la conservazione della natura, per la tutela e la valorizzazione dei nostri ambienti e dei nostri territori più preziosi sono sempre in prima linea.

Mai lasciare le prime linee senza supporto, senza incoraggiamento, senza solidarietà, senza apprezzamento, senza attenzione e cura! E proprio a questo che in ogni momento deve mirare, e mira, l'iniziativa della nostra Agenzia.

Come si dice in questi casi... "Siamo tutti del Parco del Treja", siamo tutti con le are protette.

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Comunicazione del Direttore

In questo periodo capita di leggere sui quotidiani delle informazioni sull'ARP totalmente false. Secondo una notizia l'Agenzia avrebbe la bellezza di novecento dipendenti, secondo un'altra, di pochi giorni fa (4 luglio), riportata da Latina Oggi, durante il processo di liquidazione della Comunità Montana di Lenola in quell'ente, cito testualmente, "«improvvisamente » vennero infornati 27 dipendenti poi rimasti nell'organico dell'agenzia regionale Parchi".

Non credo che ci sia malafede nel citare, a sproposito, l'ARP. Si tratta probabilmente di ignoranza tradotta in cattiva informazione: ogni volta che si vuole parlare dei dipendenti delle aree protette e più in generale di tutto l'ex Ruolo unico regionale delle aree protette del Lazio, in modo del tutto errato si tira in ballo l'Agenzia. Con il risultato di fare apparire l'ARP come un carrozzone in cui si spreca danaro pubblico per pagare gli stipendi di centinaia di persone, magari assunte in maniera impropria se non addirittura scorretta, in nome di chissà quale interesse poco pulito.

E bene dire con forza e chiarezza che in queste notizie non c'è neppure un briciolo di verità. All'ARP lavorano poco più di quaranta persone (un numero largamente insufficiente, peraltro, visto che per questa struttura è previsto dal suo regolamento un contingente più che doppio) che si guadagnano onestamente lo stipendio, in molti casi con una produttività e una qualità del lavoro largamente superiore a quelle che siamo abituati a trovare nella pubblica amministrazione.

Qualsiasi giornalista volesse davvero capire come lavoriamo, quali sono i nostri reali problemi e cosa stiamo facendo per migliorare la nostra capacità di incidere positivamente sulla tutela della natura nella nostra regione è invitato a venire a trovarci. Potrà così, una volta tanto, informare i lettori in modo corretto.

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In ricordo di Andrea, un collega e un amico

Molti dicevano che Andrea era strano.

Certo che era strano; era strano come lo siamo tutti: di quella stranezza che rende ciascuno di noi meravigliosamente diverso; di quella stranezza che ci rende unici.

La differenza, tra Andrea e tanti altri, è che lui non lo nascondeva; affrontava il mondo a testa alta, con ironia, prendendolo in giro e prendendosi in giro; mostrandosi sempre com'era.

Se qualcuno lo trattava da stravagante, da originale, lui non se la prendeva: forte delle sue lauree (sì, lauree, al plurale) rispondeva aprendo in un sorriso più largo il mezzo sorriso che lo accompagnava costantemente e proponendo, con uno dei suoi interminabili giri di parole, una battuta spiritosa, a volte pungente, altre volte disarmante.

Tutti ricorderemo sempre quel sorriso, quelle battute, quei giri di parole, ma anche la sua straordinaria memoria, la sua abilità, meticolosità e affidabilità nel lavoro... Perché così era Andrea: uno che si faceva notare e ricordare.

Proprio per continuare a ricordarlo, anzi per continuare ad averlo con noi, all'ARP, ad Andrea sarà dedicata la biblioteca dell'Agenzia; quella biblioteca che con enorme pazienza e precisione aveva ordinato e organizzato, a beneficio di tutti.

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